Risarcimento per Malasanità

Tutto ciò che c'è da sapere sul risarcimento dei danni causati da errori medici

Risarcimento per malasanità: i presupposti

Il diritto al risarcimento del danno per responsabilità professionale medica richiede l'esistenza contemporanea dei seguenti presupposti:

  • Danno: il paziente ha subito un effettivo danno, cioè una compromissione dell’integrità psico-fisica valutabile in termini di invalidità.
  • Colpa medica: la struttura sanitaria non riesce a provare di aver adempiuto correttamente l'obbligazione sanitaria. Non riesce cioè a provare che la condotta dei propri medici sia stata prudente, perita e diligente.
  • Nesso causale: esiste, con una probabilità maggiore al 50%, un collegamento tra la condotta medica ed il danno subito dal paziente.

Come si calcola il risarcimento per malasanità

Innanzitutto bisogna premettere che i criteri di quantificazione sono diversi a seconda del tipo di danno (danno alla salute o danno per morte del parente o danno per spese o perdita di guadagno, danno morale, danno esistenziale ecc.). Di seguito si illustreranno brevemente i diversi criteri di calcolo dei principali di danno.

  • Danno alla salute: E’ il peggioramento della condizione psico-fisica della vittima. Per calcolare tale tipo di danno è necessario, prima di tutto, capire quanti punti di invalidità permanente “valga” la lesione subita. Esempio: perdita della vista ad entrambi gli occhi = 80 punti di invalidità permanente. Attraverso apposite tabelle in uso nei tribunali si incrocia quindi il punteggio di invalidità con l’età della vittima (aspetativa di vita) e si ottiene un valore economico. Tanto più elevati saranno il punteggio di invalidità e l’aspettativa di vita, tanto più elevato sarà il valore economico della lesione.
    Abbastanza frequentemente la colpa medica è responsabile solo del peggioramento di una condizione già esistente (danno differenziale). In tal caso la quantificazione del danno attribuibile alla colpa va effettuata nel seguente modo: 1) si quantifica economicamente la condizione attuale del paziente (quella scaturita dall’aggravamento); 2) si quantifica economicamente la condizione preesistente all’aggravamento; 3) si effettua l’operazione (valore condizione attuale) – (valore condizione preesistente).
  • Danno da morte del parente: Si calcola attraverso apposite tabelle in uso nei tribunali le quali si basano su alcune circostanze per determinare quale siano le conseguenze sul piano affettivo della morte del parente. Tali circostanze sono l’età della vittima (minore è l’età, maggiore è il danno), l’età del parente superstite (minore è l’età, maggiore è il danno), il grado di parentela (più stretto è il legame di parentela, maggiore è il danno) l’eventuale convivenza (in caso di convivenza con la vittima il danno è maggiore), la presenza di familiari conviventi (in caso il parente non abbia familiari conviventi e quindi rimanga completamente solo, il danno è maggiore)..
  • Danno esistenziale: E’ la modificazione in peggio della quotidianità della vittima. I giudici di solito quantificano il danno esistenziale come una percentuale del danno alla salute o del danno morale, che mediamente si aggira intorno al 25-30%
  • Danno morale: Consiste nella sofferenza che una persona prova per la circostanza stessa di avere subito una lesione (e pertanto un danno alla salute, anch’esso non economico). Può essere ottenuto quando la lesione fisica subita è superiore ai 2/3 punti di invalidità. Appare condivisibile l’orientamento giurisprudenziale secondo cui tale tipo di danno ha una valenza autonoma rispetto al danno biologico e al danno esistenziale (danno alla vita di relazione) e, di conseguenza, va liquidato a parte

Risarcimento malasanità: i tempi

La richiesta di risarcimento per malasanità deve essere iniziata entro 10 anni anche se è consigliabile iniziarla entro 5 anni.

Per quanto riguarda la durata della procedura di risarcimento, diffidate da chi vi dovesse dire che un risarcimento per malasanità possa essere ottenuto in tempi prestabiliti e brevi. In realtà i tempi della procedura di risarcimento variano in base a molti fattori e possono essere molto lunghi.
Un primo fattore che può influenzare la durata della procedura è la circostanza se la struttura sanitaria abbia o non abbia stipulato una polizza per la responsabilità medico-sanitaria con una compagnia assicuratrice. Nel caso in cui non vi sia una polizza assicurativa è altamente improbabile che la procedura possa concludersi con un accordo per cui sarà necessario rivolgersi al giudice, con tempistiche che si dilatano fino a diversi anni.
Un secondo fattore è il tipo di polizza eventualmente stipulata. Le polizze prevedono sempre che una quota fissa del risarcimento sia a carico della struttura sanitaria (Franchigia o S.I.R.). Se la franchigia è molto alta, ad es. 1.000.000. di euro, la struttura sanitaria sarà molto più restia ad autorizzare l’accordo e potrebbero sorgere contrasti tra la struttura sanitaria stessa e la compagnia assicuratrice. Altre polizze prevedono una franchigia ed un aggregato tutto a carico della struttura sanitaria. In tali casi la compagnia si limita a gestire la trattativa ed a fare da garante in caso di carenza di fondi da parte della struttura sanitaria. Anche in tal caso la struttura tende ad essere più restia a fare conciliazioni.
Un terzo fattore è la circostanza se la struttura sanitaria appartenga o meno al servizio sanitario nazionale. La struttura del S.S.N. non dotata di assicurazione non farà quasi mai pagamenti senza essere stata condannata mediante una sentenza. Ciò perché il versamento del risarcimento mediante denaro pubblico, se non imposto dal giudice, espone l’amministratore della struttura a responsabilità per danno all’erario, con rischio di dover risarcire tale danno allo Stato.

La procedura per il risarcimento nei casi di malasanità può quindi durare, nei casi fortunati, circa un anno. Nel caso in cui si verifichi una o più delle circostanze sopra descritte, i tempi si allungano più di 2 anni fino ad arrivare a tempi di 5-6 anni per concludere una vera e propria causa in Tribunale.

Quali sono i tipi di risarcimento per malasanità

E’ opportuno distinguere i danni risarcibili al paziente che subisce lesioni dai danni risarcibili ai prossimi congiunti per morte del paziente

A) Danni risarcibili al paziente

  • Danno alla salute: è il danno derivante dalla violazione del diritto alla salute previsto dall'art. 32 della Costituzione, cioè la compromissione dello stato psico-fisico del paziente causata da malasanità. Può comprendere il danno estetico, consistente nel peggioramento dell'aspetto esteriore della persona ed il danno psichico, che è la lesione della salute psichica determinata dall'errore medico.
  • Danno morale: è il danno che consegue alla violazione del diritto alla dignità umana previsto dagli ex artt. 2 e 3 della Costituzione e si riferisce non solo al patema d’animo transeunte, ma anche alle sofferenze permanenti. E' condivisibile la tesi della giurisprudenza secondo cui il danno morale ha una valenza autonoma rispetto al danno biologico e al danno esistenziale (danno alla vita di relazione) e, di conseguenza, va liquidato a parte. Ciò in quanto in quanto danno biologico e il danno morale si differenziano in relazione all’ interesse protetto leso, che nel primo è il diritto alla salute e nel secondo l’integrità morale.
  • Danno morale ai prossimi congiunti: è ammesso non solo per i parenti della vittima, ma anche, secondo la giurisprudenza più recente (2012) anche per il convivente more uxorio.
  • Danno da violazione del diritto all’autodeterminazione: è presenza di colpa da cui consegua un danno alla salute, bisogna liquidare oltre al danno biologico anche quello da lesione al diritto all’autodeterminazione
  • Danno patrimoniale della vittima
    • Danno da perdita della capacità di produrre reddito: si tratta della perdita della capacità di produrre reddito da parte del soggetto affetto dalla condizione menomativa. L'importo di tale danno sarà pari alla retribuzione che il soggetto avrebbe potuto percepire nel corso della sua vita lavorativa se non fosse stato affetto dalla lesione.
    • Danno relativo alle spese mediche sostenute e da sostenere: al soggetto danneggiato dovranno essere risarcite le spese mediche sostenute (relative a servizi non usufruibili presso il Sistema Sanitario Nazionale) ed anticipate le spese future per le cure e l'assistenza.
  • Danno patrimoniale dei prossimi congiunti
    • Danno economico dei genitori: si tratta delle spese per cure ed assistenza che i genitori della vittima dovranno sostenere durante tutta la durata della compromissione della sua salute. Tale danno, nei casi di lesioni cerebrali del bambino dovute a colpa medica, raggiunge importi spesso maggiori della somma dei danni alla salute e del danno economico del bambino.
    • Danno economico del coniuge e dei figli in caso di decesso della vittima: si tratta della diminuizione del reddito familiare conseguente alla morte del familiare

B) Danni risarcibili ai parenti del deceduto

B1) Il danno trasmissibile per eredità

  • Il danno biologico subito dal paziente deceduto: si tratta del peggioramento della salute patito dalla vittima. Il danneggiato acquisisce il diritto al risarcimento del danno biologico subito per l'effettiva durata della sua sopravvivenza....e si tratta di un danno alla salute, che se pure è temporaneo, è massimo nella sua entità ed intensità (cd. danno biologico terminale) (cfr. Cass. civ, n. 18305/2003; Cass. civ. 16 maggio 2003 n. 7632)
  • Il danno morale: la sofferenza psichica patita dalla vittima delle lesioni fisiche (c.d. danno tanatologico). E' risarcibile alla condizione che si fornisca la prova che la vittima era in grado di percepire il proprio stato, lucidamente assistendo allo spegnersi della propria vita.

B2) I danni risarcibili "iure proprio" agli eredi

  • Il danno biologico: si tratta dello stato di alterazione psicofisica del richiedente determinato dalla morte della vittima (ad'esempio: il danno psichico subito a causa della morte del proprio figlio).
  • Il danno morale da perdita del parente: può assumere, in linea generale, una duplice connotazione: una soggettiva, un'altra oggettiva. La prima attiene a tutte le conseguenze soggettive che derivano al danneggiato dalla privazione del vincolo parentale inciso. Si ha riguardo, sotto tale profilo, al dispiacere, allo strazio, all'angoscia, insomma a tutti gli sconvolgimenti dell'animo che è costretto a vivere il soggetto che abbia subito la perdita; tali sofferenze, peraltro, non vanno più limitate - oggi - solo a quelle provate dall'interessato al momento del fatto (vecchio danno morale soggettivo "transeunte"), ben potendo ricomprendere i patimenti soggettivi dell'individuo capaci di durare nel tempo e protrarsi negli anni a decorrere dal fatto illecito (nuova configurazione del danno morale da sofferenza, SS.UU.). La seconda dimensione del danno riguarda i riflessi oggettivi della lesione da perdita del congiunto. Rilevano in tal caso tutte le compromissioni e gli effetti negativi che l'individuo subisce nell'ambito della sua sfera familiare, dotati di un loro autonomo disvalore a prescindere dalla sofferenza soggettiva cagionata alla sfera interiore.
  • Il danno economico: si può dividere in danno emergente, consistente in spese causate dal decesso del parente (spese funerarie ecc.) e danno c.d. da lucro cessante, consistente o nella diminuzione di contributi o sovvenzioni, oppure nella perdita di utilità che, per legge o per solidarietà familiare, sarebbero state conferite dal soggetto scomparso.

Risarcimento malasanità: a chi rivolgersi?

Esistono migliaia di siti web di associazioni, studi di infortunistica e studi legali che offrono servizi di assistenza nel settore della malasanità. A chi rivolgersi? Sicuramente è opportuno scegliere uno studio legale che si occupi di risarcimento del danno e che abbia al proprio interno avvocati con una lunga esperienza nel settore della malasanità.

Lo Studio GRDLEX - Gallo & Partners ha tutte queste caratteristiche. Lo studio si occupa esclusivamente di risarcimento del danno e gli avvocati del dipartimento malasanità dello Studio legale GRDLEX, hanno anni di esperienza in lesioni causate da negligenza, imprudenza o imperizia del medico e della struttura sanitaria.

Il risarcimento può essere ottenuto in presenza dei presupposti e nei tempi sopra descritti. Un attenta analisi del caso è, perciò, fondamentale. A tale scopo lo Studio si avvale di consulenti medici legali e medici specialisti di altissima competenza appartenenti alla branca della medicina riguardante il caso da analizzare.

Lo studio legale GRDLEX è sito in Roma e segue i propri clienti su tutto il territorio nazionale.

Il compenso di tutto lo staff dell Studio è dovuto solo se e quando venga ottenuto un risultato positivo da parte del cliente.

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