Infortunio al collo sul lavoro

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Molti degli infortuni verificatisi sul posto di lavoro interessano il collo e l’entità del danno può variare da un dolore relativamente leggero a una condizione di disabilità permanente.

Cause e responsabilità

Il datore di lavoro ha la responsabilità di proteggere i propri dipendenti dal rischio che si verifichino infortuni durante il lavoro

L’infortunio al collo e, quindi, alle vertebre cervicali o al midollo spinale della zona cervicale può avvenire in svariati modi e comportare una condizione dolorosa e debilitante. Le cause più comuni dell’infortunio al collo durante il lavoro sono: in modo errato lavori che comportano un notevole sforzo fisico, essere colpiti da un oggetto in caduta, scivolare, inciampare o cadere. Tutte queste situazioni possono causare infortuni come: leggeri danni ai tessuti, stiramenti, strappi muscolari, fratture delle vertebre del collo e danni alla spina dorsale. Non si deve mai sottovalutare tale tipo di infortunio perché, nei casi più seri, potrebbe anche portare a una paralisi di tutto il corpo al di sotto del collo: Quadriplegia o Tetraparesi.

RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO
Il datore di lavoro ha la responsabilità di tutelare i propri dipendenti dal rischio di un infortunio. A questo fine, è necessario che vengano attuate le misure necessarie per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, garantendo sempre maggiore protezione. Nel caso in cui tali misure non venissero attuate nella maniera corretta, il rischio di infortuni aumenterebbe e, in caso di incidente, il lavoratore potrebbe chiedere il risarcimento per i danni causati.

Conseguenze e risarcimento

Un infortunio di lieve entità comporta un dolore discreto e un periodo di ricovero breve, generalmente di poche settimane. Al contrario, un danno di maggiore entità potrebbe avere un impatto molto importante sui dipendenti e sulle loro famiglie, tanto da cambiare totalmente la loro qualità di vita. Questi danni possono essere di natura fisica o traumi psicologici, specialmente nel caso in cui l’incidente comportasse una paralisi.
Una condizione come quella che vive la vittima affetta da paralisi non è facile da accettare e comporta un cambiamento radicale della vita vissuta fino a quel momento come, ad esempio, avere la necessità di un’assistenza medica ventiquattro ore al giorno, di acquistare materiale medico costoso o apportare cambiamenti all’interno della propria abitazione per migliorare le condizioni di vita della vittima dell’infortunio. Inoltre, potrebbe esserci la necessità di lasciare il lavoro, riducendo di conseguenza il reddito di tutta la famiglia e causando così un forte aumento dei livelli di stress, soprattutto a fronte di bollette da pagare e rialzi nei prezzi dei beni di prima necessità.

Qualora poi, il lavoro della vittima dell’infortunio sia la principale fonte di guadagno, ciò trascinerebbe l’intera famiglia in una situazione di profondo disagio economico.
Le cure mediche a cui il dipendente infortunato deve essere sottoposto comportano un dispendio di denaro consistente. Lo stato può fornire in questi casi un supporto, ma le liste di attesa sono lunghe e la qualità del sevizio non è delle migliori. Nel caso in cui un dipendente fosse stato vittima di un infortunio nella zona cervicale, che non sia stato dovuto ad un suo errore o ad una sua colpa, potrà allora avanzare una richiesta di risarcimento.
Se l’infortunio subito avesse portato ad una paralisi, non esisterebbe somma di denaro in grado di rimediare a questa nuova terribile condizione. Tuttavia, il risarcimento per i danni subiti sarebbe un importate aiuto per coprire il pagamento delle cure e dell’assistenza medica necessarie, garantendo alla vittima una qualità della vita migliore.

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