Paxil in gravidanza

Tuo figlio è affetto da malformazioni congenite a causa dell'uso di Paxil in gravidanza? Vuoi essere risarcito?

Paxil (fluoxetina) è un antidepressivo molto popolare che può causare malformazioni fetali, se assunto da donne in gravidanza. GRDLex sta effettuando ricerche circa la possibile connessione tra Paxil e disturbi congeniti dei neonati.

Paxil: cosa è

Se assunto assunto in gravidanza Paxil può influire negativamente sullo sviluppo del feto.

Paxil uno farmaco antidepressivo molto popolare. È un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI), lanciato sul mercato nel 1992. Gli antidepressivi SSRI vengono utilizzati per aumentare la quantità della serotonina, una sostanza chimica presente nel cervello che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore e dell’equilibrio psichico. Per questa ragione, Paxil viene prescritto per curare malattie causate da squilibri chimici, come depressione, attacchi di panico o disturbi ossessivo-compulsivi. Il farmaco viene inoltre prescritto per altri fini, tra cui  disturbi da stress post traumatico e disturbi disforici premestruali (PMDD).

Paroxetina e gravidanza

Se assunta durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre, la paroxetina può causare gravi disturbi al feto.

La paroxetina comporta, due effetti collaterali molto significativi. Si tratta di complicazioni che riguardano le donne in gravidanza e che includono il rischio di sviluppare pericolose malattie congenite nel feto, insieme a quello di ingenerare atteggiamenti e pensieri suicidi in chi ne fa uso.
Se assunta durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre, la paroxetina può causare i seguenti disturbi:
Ipertensione polmonare persistente, malattia in alcuni casi letale, in cui la pressione troppo alta nei vasi sanguigni polmonari del bambino può generare un’insufficienza di ossigeno nel sangue.
Morte prematura
Aborto spontaneo
Sindrome del cuore ipoplastico
Difetto del setto atriale
Schisi del labbro o del palato
Difetti del cranio
Spina bifida

Onfalocele, ìmalattia congenita che colpisce l’intestino del neonato o altri organi addominali, provocandone la protrusione dall’ombelico
Piede equino
Ritardo nello sviluppo

Gli ostetrici e ginecologi americani raccomandano alle donne in gravidanza, e a quelle che hanno in programma di avere un figlio, di non assumere la paroxetina, laddove sia possibile, a causa di un aumento del rischio di malformazioni cardiovascolari e aborti spontanei.
Nel 2005, la FDA chiese alla GlaxoSmithKline (GSK) di far passare il farmaco paxil dalla categoria C a quella D, stante ad indicare una maggiore pericolosità del farmaco e di indicarlo sull’etichettatura del prodotto, dopo che alcuni studi avevano dimostrato il rischio per il feto delle pazienti in stato interessante.

Paroxetina e suicidio

La paroxetina può sviluppare pensieri e comportamenti suicidi

Nel 2004, la FDA votò per richiedere ai produttori di tutti gli antidepressivi di includere delle avvertenze speciali nell’etichettatura dei loro prodotti. Le black-box warning, chiamate così in America, sono le avvertenze mediche più serie che si possano porre sull’etichettatura dei farmaci da prescrizione.
In questo caso la FDA ordinò che le etichette di Paxil e degli altri antidepressivi SSRI, indicassero chiaramente che l’assunzione dei suddetti farmaci potesse aumentare

il rischio, paragonato al trattamento con placebo, di sviluppare pensieri e comportamenti suicidi nei bambini, negli adolescenti e nei giovani; dichiarazioni supportate da studi condotti sul disturbo depressivo maggiore e altre malattie psichiatriche. Inoltre, le avvertenze indicavano che chiunque assumesse il medicinale a causa di problemi depressivi doveva essere monitorato da vicino per verificare eventuali segni di comportamenti suicidi e altri importanti cambiamenti caratteriali.

Cause contro Paxil

La casa farmaceutica ha l’obbligo di testare non solo la sicurezza dei propri prodotti, ma anche di avvertire i consumatori di ogni rischio.

Approssimativamente 5.000 persone negli Stati Uniti hanno intrapreso cause legali singole e collettive contro la GlaxoSmithKline da quando Paxil (paroxetina) è stato lanciato sul mercato. La casa farmaceutica ha pertanto speso miliardi di dollari per risolvere le controversie legate alle malattie congenite, ai disturbi d’astinenza e ai casi di suicidio.
Una causa del genere può essere condotta da chiunque abbia scoperto o sospetti che il farmaco possa avergli causato gravi effetti collaterali o da chiunque abbia avuto figli nati con gravi malattie congenite in seguito all’assunzione di Paxil durante la gravidanza. Queste famiglie, vittime degli effetti del farmaco, dovrebbero contattare un avvocato specializzato nel settore farmaceutico al fine di valutare le probabilità di ricevere un risarcimento per il dolore e le sofferenze subite, per il reddito perso e/o per le spese mediche.
Nell’ottobre del 2009, iniziava il primo processo riguardante malattie congenite contro la casa produttrice del farmaco paxil (paroxetina). La GlaxoSmithKline veniva accusata di negligenza per non aver avvertito il medico della donna in stato interessante sui rischi di Paxil, atteggiamento che aveva causato la malattia congenita che costò la vita al piccolo. La famiglia venne risarcita di 2.5 milioni di dollari. Da luglio del 2010, la casa farmaceutica si trovò a dover affrontare legalmente 800 casi di malattie congenite dovute a Paxil, per un costo di 1,14 miliardi di dollari.
La GSK pagò dunque una cifra media di 50.000 dollari a caso per risolvere approssimativamente 3.200 richieste di risarcimento che collegavano la paroxetina a problemi di astinenza. I ricorrenti si battevano sul fatto che non erano stati avvertiti circa gli effetti d’astinenza del farmaco e che la GSK lo aveva pubblicizzato come sostanza che non creasse dipendenza. La casa inoltre ha pagato 390 milioni di dollari per i suicidi, o per i tentati tali, riconducibili all’utilizzo del farmaco, anche se solo pochi di questi casi sono stati archiviati relativamente ai casi di suicidio.
La GlaxoSmithKline, nel 2012, nell’ambito di un’accusa penale, pagava 3 miliardi di dollari in multe e sanzioni per aver promosso la vendita di due farmaci, Paxil e Wellbutrin, per usi inappropriati.

Tali farmaci erano stati pubblicizzati nelle cure indirizzate a bambini e adolescenti, un comportamento illegale noto come marketing off-label, riportando inoltre alla FDA alcuni dati falsificati dei test condotti su Avandia. Inoltre, la casa farmaceutica fu considerata responsabile di aver pagato delle tangenti ad alcuni medici e, stando alle ultime indagini, di aver “sfruttato ogni forma immaginabile di svago di lusso, come le vacanze alle Hawaii, pagando ai dottori milioni di dollari per andare a conferenze di prestigio o ai concerti di Madonna”. Nel caso di Paxil, l’accusa incolpò la GlaxoSmithKline di aver incoraggiato la pubblicazione di un articolo in una rivista medica che riportava dati errati di test clinici e di aver enfatizzato le proprietà di Paxil nel curare la depressione negli adolescenti.
Dal canto suo la casa farmaceutica, che non ammise alcun comportamento sbagliato nell’accordo civile, venne monitorata da un pubblico ufficiale per cinque anni. Nonostante le sanzioni furono le più alte mai imposte, i critici sostennero che non erano ancora abbastanza per scoraggiare le case farmaceutiche dal tenere comportamenti illegali. Nell’arco dell’intero processo, dalla fine degli anni novanta alla metà degli anni duemila, la GlaxoSmithKline ricavò 10,4 miliardi di dollari con Avandia, 5,9 miliardi con Wellbutrin e 11,6 miliardi con Paxil. Pertanto, la multa di 3 miliardi rappresentava meno del 15 percento dei ricavi ottenuti con la vendita dei tre farmaci.

RITIRO DI PLAXIL
Nel 2005, la GlaxoSmithKline ritirò volontariamente molti lotti di Paxil (paroxetina) a causa di problemi di produzione negli impianti di Knoxville, Tennessee e Cidra. Alcuni mesi più tardi la FDA sequestrò i resti dei lotti sospetti, dopo aver appurato che le pastiglie rischiavano di non distribuirsi in modo uniforme, facendo sì che alcuni pazienti ricevessero porzioni che mancavano di ingredienti attivi o, viceversa, che contenevano gli ingredienti attivi senza però ottenere l’effetto a lungo rilascio del farmaco. La GSK continuò la produzione e la distribuzione proveniente dai due stabilimenti anche alcuni mesi dopo il richiamo ufficiale.

Risarcimento del danno

GRDLex svolge ricerche volte ad evidenziare, in casi sottoposti alla sua attenzione, il nesso causale tra l’uso prenatale di paroxetina e il rischio di sviluppare una serie di malattie congenite. Nel caso in cui sia possibile tracciare un collegamento tra assunzione di antidepressivi da parte della mamma e difetti congeniti del bambino, GRDLex può assisterti nella richiesta di risarcimento dei danni. Il risarcimento, infatti, può coprire le spese mediche del bambino ed assicurare che quest’ultimo continui a ricevere un’assistenza appropriata.

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