Onfalocele ed antidepressivi

Tuo figlio è nato con un ernia congenita a causa dell'uso di antidepressivi in gravidanza? Vuoi essere risarcito?

Alcuni ricercatori hanno scoperto che l’onfalocele era presente 2.8 volte di più nei bambini le cui mamme assumevano alcuni tipi di antidepressivi durante la gravidanza. Nel caso in cui sia possibile tracciare un collegamento tra assunzione di antidepressivi da parte della mamma e schisi del labbro e del palato del bambino, GRDLex può assistervi nella richiesta di risarcimento dei danni

Onfalocele: cosa è

L’onfalocele è una malformazione congenita caratterizzata dalla protusione degli organi addominali del neonato al di fuori dalla cavità addominale attraverso l’apertura dell’area ombelicale. Gli intestini e gli altri organi addominali, posti fuori dalla parete addominale e ricoperti soltanto da un sottile strato di tessuto protettivo, diventano, pertanto, chiaramente visibili.

Questa malformazione congenita è un tipo di ernia che si forma durante la crescita del feto. L’onfalocele si forma quando i muscoli addominali del feto non si chiudono in maniera appropriata.

Cause e sintomi

La causa scatenante dell’onfalocele congenita non è ancora nota. Alcuni studi hanno associato l’insorgere di questa malattia all’uso di alcuni antidepressivi durante la gravidanza. Uno studio condotto sugli antidepressivi e pubblicato in una nota rivista medica inglese ha dimostrato che questi farmaci, se assunti in stato interessante, sono associati all'onfalocele.

Questo tipo di ernia congenita è chiaramente visibile sin dalla nascita e può a volte essere diagnosticata anche prima del parto tramite ecografia. L’onfalocele può essere di piccola o grande dimensione, a seconda della quantità di organi che protrudono dall’addome. Le ernie più grandi spesso coinvolgono, oltre agli intestini, anche organi come la milza o il fegato, che fuoriescono dalla parete addominale.

Cura

Dopo aver appurato la diagnosi, l’onfalocele viene normalmente trattata con la chirurgia che, il più delle volte, viene effettuata subito dopo la nascita.
L’onfalocele viene prima di tutto coperta con un materiale specifico. Questo materiale, cucito sul punto in cui si presenta l’ernia, esercita una leggera pressione che spinge i contenuti addominali indietro nell’addome. Una volta che l’onfalocele si è adattata nella cavità addominale, il materiale viene rimosso e l’addome viene richiuso chirurgicamente.

A meno che il bambino non soffra di complicazioni come infezioni intestinali o morte del tessuto intestinale, la prognosi della guarigione è quasi sempre positiva. Se il vostro bambino invece riporta sintomi di stitichezza, problemi di assimilazione, febbre o vomito dopo l’intervento, è necessario rivolgersi quanto prima al proprio medico di fiducia.

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