Traumi cranici e lesioni cerebrali nei bambini

Tuo figlio ha un trauma cranico a causa di un incidente o di una caduta?
Hai bisogno di un avvocato?

Gli avvocati di GRD LEX hanno esperienza nell'assistenza alle famiglie dei bambini vittime di danni cerebrali a causa di colpe altrui

Il bambino ha sbattuto la testa

Secondo alcuni studi è possibile che i bambini siano più sensibili degli adulti ai danni permanenti al cervello

Purtroppo, le lesioni alla testa sono molto comuni anche tra i bambini. Le modalità d'infortunio includono incidenti automobilistici, incidenti in bicicletta, cadute, infortuni sportivi e atti di violenza sui minori. Le lesioni cerebrali occorse a bambini hanno alcuni aspetti peculiari. Nel bambino, per esempio, è più difficile determinare la misura della perdita della funzione cerebrale, mentre per quanto riguarda gli adulti, ci si può basare sui risultati accademici conseguiti, sui punteggi nella misurazione del quoziente intellettivo e sui precedenti nel lavoro.
Un tempo si supponeva che i bambini fossero più resistenti al trauma cerebrale rispetto agli adulti perché il loro cervello in via di sviluppo sarebbe in grado ripristinarsi nel corso del tempo. Tuttavia, le crescenti prove sembrano suggerire il contrario. In realtà, è possibile che i bambini siano più sensibili degli adulti ai danni permanenti al cervello anche quando le forze in campo sono equivalenti.
Questa teoria, per la quale un danno cerebrale equivalente tra un bambino e un adulto porterebbe meno problemi ad un bambino rispetto all'adulto,  era rinomata come il " principio Kennard" basato sulle scimmie (Kennard MA, 1940). L'idea proponeva che il cervello di un bambino, in quanto in evoluzione, presenta "neuroplasticità", che consente di aggirare o di arrecare adattamento organico al danno cerebrale. Tuttavia, molti studi recenti hanno dimostrato che il "principio Kennard" è sbagliato e che in realtà la situazione per i bambini danneggiati da traumi cerebrali è molto peggiore che per un adulto ugualmente ferito. [(Anderson e V. Moore C. 1995) (Ewing-Cobbs L. 1989) (Ewing-Cobbs L. 1994) (Roberts MA 1995) (Laurent-Bannier 2000) (Webb C 1996) (Nybo 1999)]. Lo sviluppo dei lobi frontali in un bambino continua fino all'età di circa 16 anni. Disturbi in questa fase di crescita possono causare problemi subdoli e profondi. Poiché i cambiamenti in questo settore cerebrale provocano effetti sulle "funzioni esecutive" che influenzano, fondamentalmente, ciò che significa essere umani. Purtroppo, alcune di questi cambiamenti diventano evidenti in fasi successive dello sviluppo (Oddy M. 1993). Il bambino affronta le sfide della crescita, può avere difficoltà con l'algebra, maggiori difficoltà d'apprendimento s'incontrano al liceo, vi sono le sfide all'università e le interazioni sociali diventano sempre più difficili e complesse come tipico per una persona che si avvicina all'età adulta. Il problema per i genitori è che non si sa come il loro bambino gestirà questi ostacoli e se lui o lei sapranno superarli. Nello studio intitolato "Indicatori cognitivi di esito professionale post grave trauma cranico durante l'infanzia" è stato notato che le cadute e gli incidenti automobilistici rappresentano oltre il 70% delle cause degli infortuni dei bambini in età prescolare e spesso producono lesioni diffuse nel cervello, soprattutto nelle aree frontali del cervello. Mentre i lobi frontali si sviluppano rapidamente durante i primi cinque anni di vita e continuano a maturare fino alla tarda adolescenza, i deficit esecutivi causati da tali lesioni possono essere subdoli e trascurati. Quindi, vi è la possibilità di cambiamenti psico-sociali che emergono successivamente, quando insorgono altre esigenze per l'individuo e quando le situazioni di ogni giorno diventano meno strutturate (come nel vita lavorativa in generale).
È stato condotto uno studio su 33 bambini con grave trauma cranico, seguiti sino all'età adulta. Si è notato che un rendimento scolastico normale dopo un trauma cranico grave durante l'infanzia può suggerire un vi sarà un buon risultato professionale, ovvero il contrario. Avute performance scolastiche buone, 8 dei 21 pazienti sono stati in grado di lavorare in modo indipendente, 9 no.

I bambini colpiti da lesione cerebrale da media a grave prima dei 7 anni hanno dimostrato di avere meno probabilità di mostrare recupero sulla base della misurazione dei di QI, il che suggerisce che la lesione alla testa ha un impatto maggiore sulle componenti "fluide" dell'intelligenza. I ricercatori hanno anche scoperto che i bambini possono affrontare meglio la scuola in quanto ambiente altamente strutturato, piuttosto che gli ambienti di lavoro moderni, più indipendenti e meno strutturati.
Dallo studio sono emerse conclusioni importanti.
I genitori hanno bisogno di informazioni realistiche sui difetti cognitivi del loro bambino e sulle abilità conservate per evitare falsi ottimismi che porterebbero a progetti educativi frustranti e defatiganti. A causa della possibile ritardata vulnerabilità delle competenze esecutive e di elaborazione delle informazioni, della bassa tolleranza e di instabilità emotiva, è necessario riesaminare la disabilità in età adulta.
In molti casi i bambini affetti da trauma cranico possono mostrare risultati di QI normali o superiori alla media dopo il trauma, ma possono ancora esservi problemi profondi. Questi bambini hanno mostrato incapacità di organizzare la propria vita e di prendere decisioni quotidiane sensate. Hanno mostrato gravi problemi in termini di competenze organizzative delle attività quotidiane, nonostante i risultati dei test linguistici e d'intelligenza fossero relativamente normali (Shallice T. 1991).
Purtroppo, l'effetto di lesioni cerebrali è quello dell'esagerare i tratti della personalità pre-incidente. Come indicato nello studio intitolato "La riabilitazione dei bambini cerebrolesi" (Vannier A., DG Brugel, DeAgostini M. 1999).
Anche se non è possibile determinarne precisamente la frequenza, tali cambiamenti della personalità sembrano essere comuni nella pratica clinica e non sono rilevati dai test standard. Essi possono comportare, da adulto, deficit di attenzione e stanchezza, incapacità di pianificazione e di problem solving, mancanza di iniziativa, inflessibilità, impulsività, irritabilità e scatti di collera, asocialità e comportamenti socialmente inappropriati.
Uno dei sintomi più comuni da trauma cranico è la disinibizione. Una persona che soffre di disinibizione da trauma cranico tende a "dire la sua", affermando cose socialmente inappropriate che una persona normale potrebbe pensare dentro di sé conservando il buon senso di non pronunciare ad alta voce. Questo incrementa le difficoltà di socializzazione e di progresso personale da persona adulta. Altro aspetto della disinibizione può arrecare difficoltà. Cioè, dipendenza da droga e alcol. Gli stessi schermi mentali che impediscono di dire cose inappropriate sanno anche controllare gli appetiti primitivi di droghe o alcol. Quando quagli schemi s'indeboliscono, è più frequente e maggiore la probabilità di dipendenza.
Gli autori di “La riabilitazione dei bambini cerebrolesi" affermano che "questo studio suggerisce fortemente che la valutazione finale degli esiti post trauma infantile dovrebbe essere fatta in età adulta." Purtroppo, la valutazione finale, nella maggior parte delle azioni legali, per esempio, non può essere attesa fino all'età adulta. Non v'è più in giro un "principio di Kennard" a darci una prospettiva rosea per le lesioni cerebrali dei bambini. Risulta, infatti, l'opposto: dobbiamo assumere che le difficoltà riscontrate ad oggi tendano a rafforzarsi e a peggiorare nel futuro del soggetto.

Danni da colpo e contraccolpo

Alcuni deficit neurologici post trauma cranico nei bambini possono manifestarsi dopo molti anni

Nei bambini alcuni deficit neurologici post trauma cranico possono non manifestarsi per molti anni. Le funzioni del lobo frontale, ad esempio, si sviluppano relativamente tardi nella crescita di un bambino, talché il pregiudizio ai lobi frontali non si evidenzia fino a quando il bambino raggiunga l'adolescenza e allorquando la capacità di ragionare ad un più alto livello si sviluppa. Dal momento che i lobi frontali controllano le nostre interazioni sociali e le abilità interpersonali, un danno cerebrale in prima infanzia potrebbe non manifestarsi prima che le capacità del lobo frontale siano coinvolte successivamente nel processo di sviluppo. Allo stesso modo, pregiudizi a centri del cervello deputati alla lettura e scrittura non possono diventare evidenti fino a quando il bambino raggiunge l'età scolare mostrando segni di ritardo nella lettura e nella scrittura.
Mantenere la stabilità vascolare dopo un trauma cranico può essere un'impresa difficile nei bambini. A volte, un trauma cranico può innescare un'improvvisa dilatazione di tutti i vasi sanguigni cerebrali, causando un massiccio afflusso di sangue nella testa.
Tutto il sangue supplementare e l'edema cerebrale associato possono aumentare la pressione endocranica nel corso delle ore sino a livelli fatali. Questi bambini sembrano normali dopo l'incidente, ma nel giro di poche ore perdono la coscienza non appena la pressione intracranica aumenta.

Recenti studi dimostrano che i crani dei bambini sono forti solo 1/8 rispetto a quello degli adulti. Così, i bambini sono molto più vulnerabili alle lesioni da deformazione e frattura del cranio, che possono danneggiare il cervello.
Negli adolescenti, gli effetti di lesioni cerebrali sono spesso difficili da distinguere dalla normale ansia e dai cambiamenti comportamentali che si verificano come parte dello sviluppo adolescenziale.
Opportunità educative sono garantite a bambini leggermente feriti alla testa ai sensi della legge federale 94-142 che tutela i diritti di apprendimento dei disabili, dei ritardati e da coloro affetti da disturbi emotivi affinché ricevano un'istruzione. I bambini feriti alla testa sono unici in questo senso. Essi non sono disabili, ritardati o bambini emotivamente disturbati che stanno affrontando il processo d'apprendimento. Dal momento che un bambino infortunato alla testa può avere qualche difficoltà di collocamento, ai sensi di legge tali bambini devono essere collocati in un ambiente adeguato per i loro problemi particolari.
Sappiamo che il lobo frontale umano non è pienamente sviluppato fino all’età di 21 o 22 anni ed è l‘ultima cosa a maturare. Quindi, molte persone affette da trauma cranico, sono descritte come più immature di quanto lo fossero prima dell’incidente.

Danni da Intossicazione da piombo

I bambini tra 1 e 5 anni sono particolarmente vulnerabili agli effetti del piombo sul cervello

Uno studio pubblicato nel maggio 2001 mostra che milioni di bambini sono a rischio di avvelenamento da piombo e che anche livelli di piombo più bassi di quanto in precedenza ritenuto siano in grado di danneggiare il cervello. I bambini di età compresa tra 1 e 5 anni sono particolarmente vulnerabili agli effetti del piombo sul cervello, per tre motivi. Fino ai 12 mesi, i bambini esplorano il loro ambiente trovando interessanti cose da mettere in bocca. Fino ai 5 anni, l'intestino è meno efficiente nell'assorbimento del piombo. La terza ragione ha a che fare col modo in cui il cervello si sviluppa nell'età compresa tra 1 e 5 anni. Ogni cellula nervosa nel cervello è costituita da un corpo cellulare in cui il nucleo dirige la produzione di proteine e neurotrasmettitori, da un assone lungo il quale i flussi di elettricità stimolano la cellula nervosa successivo, un punto terminale, la punta dell'assone, in cui sono immagazzinati i neurotrasmettitori e da dendriti - "antenne" che si estendono dal corpo cellulare dove gli assoni rilasciano i loro neurotrasmettitori per stimolare tale cellula nervosa onde innescare il suo assone.

Ogni cellula nervosa dispone di centinaia se non migliaia di dendriti che si estendono dal corpo cellulare. Il piombo taglia i dendriti, riducendo i collegamenti tra assoni. Normalmente, l'albero dendritico è più folto nell'età compresa tra 1 e 5 anni, poi si dirada naturalmente con l'avanzare dell'età. Il modo migliore per rallentare questo processo di assottigliamento è quello di utilizzare tali cellule nervose nell'età compresa tra 1 e 5 anni, pertanto si spinge per lo stimolo e l'istruzione prescolare. Qualsiasi quantità di piombo nel sangue a questa età è dannosa per il cervello e ad un certo punto i medici consigliano che il piombo sia rimosso dal corpo per minimizzare l'insorgenza di ulteriori danni cerebrali. Il piombo viene rimosso iniettando una sostanza chimica chiamata EDTA nel flusso sanguigno. Il piombo si attacca alla EDTA, che poi porta il piombo nelle urine. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che questo metodo di trattamento, noto come "terapia di chelazione" non funziona per migliorare il QI.

TOP
Consulenza Gratuita Ora