Avvocato per danni cerebrali

Assistenza legale e medico legale per risarcimento
in tutta Italia

I professionisti dello studio GRDLEX hanno anni di esperienza in procedure di risarcimento per danni cerebrali. Per una consulenza gratuita contatta lo studio con una delle seguenti modalità:

Le cause dei danni al cervello

TRAUMI DA INCIDENTI E DA INFORTUNI

Le cause principali delle lesioni traumatiche cerebrali sono gli incidenti stradali che coinvolgono automobili e motoveicoli, infortuni sul lavoro ed incidenti sportivi. Il cervello, se da un lato è quanto di più complesso esista al mondo, dall’altro, avendo una consistenza gelatinosa e molle, è estremamente vulnerabile.

LESIONI DA MALASANITA'

Danni al cervello possono essere causati durante nell'ambito della diagnosi e trattamento di condizioni mediche o durante la chirurgia. Spesso tali lesioni sono da annoverare nel novero delle complicanze, cioè di danni, indicati nel consenso informato, verificabili anche quando dai sanitari venga adottata la dovuta perizia, diligenza e prudenza. A volte tuttavia, la condotta medica può discostarsi da quanto previsto dalle leges artis della medicina e/o dalle linee guida di settore. Alte volte, il modulo di consenso informato non indica la complicanza occorsa al paziente. In tali ipotesi il paziente potrebbe ottenere il risarcimento del danno patito.

ESPOSIZIONE A MATERIALI TOSSICI
Vi sono circa 1000 sostanze che sono state identificate come sostanze indubbiamente o presumibilmente neurotossiche. L’esposizione ad una quantità sufficientemente chimica di tali sostanze, che avvenga sul posto di lavoro o in altro luogo, può causare danni neurologici e cerebrali.

LESIONI DA SCARICA ELETTRICA O FULMINI
Lo shock derivante dall’entrata in contatto con alti voltaggi o con un fulmine, può causare danni al sistema nervoso centrale, ai motoneuroni o ai nervi periferici.

REATI VIOLENTI
I danni da violenza domestica, stupro ed altri reati devono essere risarciti dal colpevole condannato nel processo penale. Purtroppo gli autori di tali reati sono spesso incapienti e la persona danneggiata non riesce ad essere risarcita. Per far fronte a questa problematica, una direttiva UE ha imposto allo Stato Italiano di creare un fondo di garanzia per le vittime di reati violenti, un meccanismo indennitario presente in quasi tutti i paesi occidentali. Lo Stato Italiano, tuttavia, non ha mai creato il suddetto fondo. Ciò significa che non è è possibile essere risarciti? No. In realtà è possibile fare causa allo stato per ottenere l'indennizzo che avrebbe dovuto garantire alle vittime di reati violenti in base alla predetta direttiva UE.

Per maggiori approfondimenti sulle cause di danno cerebrale clicca qui.

Tipi di lesioni

LESIONI AI LOBI FRONTALI
I lobi frontali del cervello forniscono l’integrazione del ciclo continuo delle funzioni cerebrali. Questa parte del cervello ci permette di arrivare a livelli cognitivi più alti, ossia di andare oltre gli standard dell’istinto animale: progettare, svolgere più compiti contemporaneamente, avvertire il rischio e godere della splendida complessità delle interazioni sociali, sono tutti atti gestiti dal lobo frontale. Per approfondire visita la nostra pagina "Danni da lesione al lobo frontale".

LESIONI ALL’IPOFISI
Una delle scoperte degli ultimi vent’anni riguarda il fatto che un numero sempre più grande di persone che subisce lesioni gravi al cervello, presenta in seguito anche lesioni a carico dell’ipofisi. Per approfondire visita la nostra pagina "Danni da lesioni all'ipofisi".

LESIONI COMBINATE DEI NERVI CRANICI
I nervi cranici sono nervi che partono dalla base del cervello e arrivano in più punti differenti della testa. Possono quindi rimanere coinvolti a seguito di traumi che includono anche lesioni al cervello stesso.

Per approfondire visita la nostra pagina Danni ai nervi cranici.

EMATOMA EPIDURALE E SUBDURALE
Gli ematomi epidurali si riscontrano in approssimativamente il 3% dei pazienti che soffrono di lesioni cerebrali. L’ematoma subdurale è diagnosticato quando vi è un accumulo di sangue all’interno del cranio e all’interno della parte che ricopre il cervello chiamata dura madre. Per approfondire visita la nostra pagina "Ematoma epidurale e subdurale".

Lesioni cerebrali nei bambini

Nei bambini i deficit neurologici dovuti a traumi alla testa possono presentarsi anche dopo molti anni. Le funzioni svolte dal lobo frontale per esempio, si sviluppano molto tardi nella crescita dell’infante, per cui le relative lesioni possono non manifestarsi fin quando non venga raggiunta l’età adolescenziale, momento in cui si affrontano processi di ragionamento più complessi. Alte volte, il danno neurologico è sospettabile in età neonatale e diagnosticabile intorno all'età di 3 anni. Si tratta dei casi di danni da parto causati da asfissia nel feto o del neonato, evidenziabili attraverso risonanza magnetica ed altri esami e determinanti paralisi cerebrale infantile, la cui diagnosi può essere posta quando sia compiuto lo sviluppo del cervello del bambino.

Per approfondire visita la nostra pagina "Traumi cranici e lesioni cerebrali nei bambini".

Lesioni cerebrali negli anziani

Nell’intraprendere una causa per lesioni cerebrali in età avanzata è necessario fare una serie singolare di considerazioni mediche, che non è possibile fare negli altri casi.

I sintomi

Ogni funzione cerebrale può essere interrotta se subisce dei traumi: sonnolenza eccessiva, disattenzione, difficoltà di concentrazione, perdite di memoria, processi di giudizio instabili, depressione, irritabilità, scatti emotivi, sonno disturbato, diminuzione della libido, difficoltà nel passare da un compito all’altro, rallentamento del processo di pensiero

SINTOMI MENO CONOSCIUTI
Insieme a quelli standard che coinvolgono abilità cognitive, mutamento della personalità, declino delle funzioni esecutive e altre già citati, i soggetti che hanno subito danni cerebrali possono presentare anche sintomi e lesioni meno noti ma ugualmente suscettibili di causare gravi problemi.

Per approfondire visita la nostra pagina "Sintomi della lesione cerebrale".

Gli esami diagnostici

Dal momento d’arrivo del paziente al pronto soccorso fino alle dimissioni dal ricovero ospedaliero sono normalmente eseguiti una varietà di test complessi, volti a determinare la presenza o meno di lesioni cerebrali.

Per approfondire visita la nostra pagina "Esami diagnostici per il danno cerebrale".

PRESSIONE INTRACRANICA
Misurare la pressione intracranica è un modo molto efficace per monitorare la salute e lo stato del cervello dopo una lesione. Il cervello, infatti, è racchiuso in una “scatola” non flessibile: il cranio. Inoltre, se si verificano mutamenti che portano all’aumento della pressione, il fluido cerebrospinale che circonda il cervello non può più svolgere la sua funzione.

Per approfondire visita la nostra pagina "Pressione intracranica".

Lesioni, crisi e riserva cognitiva

LESIONI ALLA TESTA E CRISI
Le crisi possono svilupparsi immediatamente dopo aver subito lesioni alla testa o anche in maniera più lenta, mostrando gli effetti mesi o anche anni dopo il trauma iniziale.

RISERVA COGNITIVA
“Riserva cognitiva” è un’espressione di fantasia che indica una nozione di senso comune. Può essere definita come la resilienza del cervello, ossia la sua capacità di “auto-riparare” i danni subiti, per poter funzionare in modo adeguato. Questo concetto presuppone l’esistenza di un limite fisso oltre il quale, inevitabilmente, si verifica la comparsa di manifestazioni cliniche di demenza.

Per approfondire visita la nostra pagina "Riserva cognitiva".

Il coma

Trovate qui informazioni e vicende circa il coma risultante da lesioni al cervello o alla testa da incidente stradale.

Le conseguenze

PROBLEMI NEUROPSICHIATRICI
Vi sono numerose prove psicologiche e neurocomportamentali a prova del fatto che le lesioni traumatiche al cervello siano un fattore di rischio notevole per conseguenti malattie psichiatriche. Per approfondire visita la nostra pagina "Lesioni al cervello e problemi neuropsichiatrici".

LESIONI TRAUMATICHE AL CERVELLO E DISORDINI DEL SONNO
Uno dei problemi più significativi che insorge a seguito di traumi al cervello è che il ritmo biologico del sonno viene interrotto. La maggior parte delle vittime di lesioni traumatiche al cervello dichiara di aver difficoltà nel dormire, di avere un sonno alterato o di sentire un eccessivo bisogno di dormire nel periodo successivo all’incidente. Per approfondire visita la nostra pagina "Lesioni al cervello e distrurbi del sonno".

ALZHEIMER, SCLEROSI MULTIPLA E ALTRI DISTURBI
Trovate qui le risposte ad altre domande relative alle lesioni cerebrali che non sono state trattate nelle discussioni precedenti. Per approfondire visita la nostra pagina "ALZHEIMER, SCLEROSI MULTIPLA E ALTRI DISTURBI".

AGGRAVAMENTO DELLA SCLEROSI MULTIPLA
La relazione tra lo stress acuto e l’aggravamento di una silente e asintomatica sclerosi multipla, è argomento di studio della letteratura medica, specialmente dall’anno 2000 fino ai nostri giorni. Per approfondire visita la pagina "Aggravamento della sclerosi multipla causato da stress e traumi".

Guarigione e riabilitazione

L’entità ed il ritmo di guarigione da una lesione al cervello può variare considerevolmente anche nei pazienti con lesioni simili. Gli stadi di guarigione sono spesso misurati attraverso i programmi di riabilitazione che prevedono l’uso della scala Rancho Los Amigos. Per approfondire visita la nostra pagina sulla guarigione e riabilitazione per le lesioni cerebrali.

Approfondimento: l'anatomia del cervello

Il modo più semplice per comprendere l’anatomia del cervello è scoprire come si è sviluppato.

I primi esseri viventi necessitavano di un cervello semplice, il tronco encefalico, per controllare funzioni come il respiro, la pressione del sangue, la regolazione della temperatura, la coscienza, il movimento degli occhi, le sensazioni facciali, i movimenti facciali, l’udito, la deglutizione e il movimento del tronco (per esempio nei pesci). Una volta che gli animali cominciarono ad evolversi, sviluppando ad esempio gli arti, anche il tronco encefalico si munì di nuove strutture neurologiche. Questi nuovi sistemi di controllo motorio funzionavano bene per movimenti più generici come quelli delle membra, ma erano ancora troppo primitivi per un controllo motorio più specifico come ad esempio quello delle dita. Dunque, i rettili continuarono a dipendere dal sistema motorio primitivo, mentre i primati, i mammiferi più sviluppati, categoria cui appartengono anche le scimmie antropomorfe, furono dotati di un più sofisticato apparato “piramidale” in grado di controllare anche i delicati movimenti delle dita. Il sistema primitivo si trova proprio sopra al tronco cerebrale ed è chiamato nucleo della base, perché appunto alla base del cervello. I nuclei della base (o gangli della base) sono formazioni di sostanza grigia sottocorticali situati all’interno dell’encefalo.
I rettili, sicuramente provano almeno un’emozione: la paura, motivo per cui sono spinti ad attaccare. I mammiferi, invece, avevano bisogno di un sistema nervoso per esprimere uno spettro più ampio d’emozioni, dunque “il sistema limbico”, una sezione più antica del cervello situata nel lobo temporale, nell’area più profonda del cervello.

Non appena i mammiferi cominciarono a diventare più intelligenti, elaborando giudizi più sofisticati e includendo capacità come quelle del saper pianificare, cacciare, educare e adattarsi ad nuovo ambiente; il cervello cominciò ad espandersi per accomodare queste nuove richieste. Le cellule del corpo che controllavano questi compiti più avanzati, cominciarono a raggrupparsi sulla superficie del cervello, finendo per formare nell’uomo una “crosta” di cellule, chiamata corteccia cerebrale, che copre l’intera superficie del cervello. Questa crosta assunse un colore grigiastro dopo esser stata conservata nella formaldeide, mentre gli assoni al di sotto della corteccia rimasero bianchi, da qui i termini materia bianca e materia grigia. Necessitando di più spazio per estendersi, la corteccia cerebrale assunse una forma irregolare, con molte scalanature chiamate “solchi”.
Alcune aree del cervello svilupparono particolari funzioni. Ad esempio, il retro del cervello (corteccia occipitale), traduce i segnali della retina in immagini visive. I lobi temporali interpretano il significato dei suoni traducendo i suoni in discorsi. Il lobo parietale gestisce le sensazioni mentre i lobi frontali, che costituiscono circa la metà del cervello, controllano importanti funzioni come il ragionamento, il giudizio, il saper pianificare, i comportamenti sociali, ecc. I ricordi sono racchiusi nel cervello attraverso i lobi temporali, mescolati ai centri emozionali e olfattivi: questo è il motivo per cui ci ricordiamo delle cose che hanno un significato emozionale e perché l’utilizzo del naso, per gli animali, è fondamentale.

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