Uno studio ha rivelato quale tipo di errore medico è alla base della maggior parte dei dei risarcimenti per malasanità

Il blog sulla salute del New York Times ha pubblicato un post intitolato "Why Doctors Are Sued." (in italiano: "Perché si fa causa ai medici"). Nella sua prima frase, promette di rivelare la risposta alla domanda: "Che tipo di errore medico è alla base della maggior parte dei dei risarcimenti per malasanità?" La risposta, afferma l'autore, non sono gli errori chirurgici, né gli errori di trattamento, né i problemi durante la nascita. Sono errori nella diagnosi: sia la mancata identificazione e il mancato trattamento di un problema medico (omessa diagnosi) sia l'errata interpretazione dei sintomi del paziente (errata diagnosi).

Questi risultati sono riportati in uno studio pubblicato sul British Medical Journal. Un team di ricercatori della università Johns Hopkins ha raccolto dati da circa 350.000 casi nella National Data Bank ed ha stabilito che il 28,6% dei pagamenti per negligenza medica avvenuti negli USA - più di 100.000 in totale - derivava da errori nella diagnosi. Questo tipo di errore era responsabile anche del 33,8% delle disabilità e del 40% dei decessi verificatisi nei casi che si erano conclusi col versamento di un risarcimento. Il team ha studiato i dati raccolti dal 1986 al 2010 ed ha anche riscontrato che gli errori generali di trattamento erano il secondo errore in ordine di frequenza; gli errori chirurgici seguivano collocandosi al terzo posto. Il blog riporta "tutti gli altri errori combinati - ostetrici, farmacologici,di monitoraggio, anestesiologici ed altri - rappresentavano solo il 20% dei risarcimenti per responsabilità professionale medica".

L'autore senior dello studio, il dottor David Newman-Toker, afferma che questo è un problema "maggiore" e che parte del problema è che nessuno dei gruppi coinvolti - "medici, ospedali e assicuratori" - è d'accordo nell'individuazione del responsabile. "Non esiste un istituto che consideri ciò un loro problema", lamenta, aggiungendo che "non ci sono requisiti di rendicontazione pubblici per misurare l'accuratezza o l'errore diagnostici".

Il Washington Post approfondisce queste cifre e afferma che dal 10 al 20 per cento dei decessi deriva da condizioni non diagnosticate quando il paziente era vitale e che "da 40.000 a 80.000 americani muoiono a causa di diagnosi mancate ogni anno".

Lo studio non cerca di accertare esattamente perché le diagnosi mancate o fallite siano così importanti. il Dr. Newman-Toker tuttavia afferma che: "La diagnosi è difficile. È complicata. Viene eseguita in condizioni incertezza e di ristrettezza temporale ".

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